INCONTRO CON MICHELANGELO
A cura di Carlo Falciani
Dal 23 settembre 2026, l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze presenta la prima edizione di Invito con Michelangelo, un nuovo progetto curato da Carlo Falciani che invita artisti contemporanei di fama internazionale a realizzare una nuova opera concepita appositamente per entrare in dialogo con il Dio fluviale di Michelangelo Buonarroti, lo straordinario busto in argilla non cotta realizzato nel Cinquecento per le tombe medicee della Sagrestia Nuova di San Lorenzo.
Il progetto, che prevederà tre appuntamenti annuali, coinvolgendo ogni volta un artista diverso, nasce dalla volontà di creare un dialogo tra passato e presente, senza instaurare un confronto celebrativo con Michelangelo, ma esplorando la capacità della sua ricerca artistica di generare ancora oggi nuove immagini, riflessioni e possibilità espressive.
Il primo invito è stato rivolto a Berlinde De Bruyckere. La scelta nasce dalla convinzione che il suo lavoro rappresenti uno degli sviluppi più profondi e originali della scultura contemporanea. Nel corso della sua ricerca, il corpo non viene mai presentato come una forma ideale o compiuta, ma piuttosto come qualcosa di fragile, vulnerabile e spesso frammentato, sospeso tra sofferenza, memoria e trasformazione. Forme umane, animali e vegetali si intersecano continuamente, dando vita a sculture che abitano uno spazio sospeso tra vita e morte, bellezza e ferita, presenza e assenza.
È proprio questa concezione della scultura a rendere particolarmente significativo il suo incontro con Michelangelo. Nel Dio fluviale, così come nei celebri Prigioni, nei disegni scoperti nella cosiddetta Stanza Segreta e in molte delle opere non finite di Michelangelo, il non finito non rappresenta un segno di incompletezza, ma una straordinaria forma di vitalità, che conserva nella materia la memoria del gesto dell’artista.
Allo stesso modo, nelle sculture di Berlinde De Bruyckere, i frammenti diventano forme compiute in sé: arti isolati, corpi troncati e anatomie sospese assumono lo statuto di reliquie contemporanee, trascendendo la perfezione anatomica per diventare un luogo di memoria, trasformazione e riflessione sulla condizione umana.
L’incontro tra i due artisti rinnova inoltre lo storico rapporto tra Firenze e le Fiandre, che dal Rinascimento ha contribuito profondamente alla cultura artistica della città.