Nel corso della sua storia secolare, l'Accademia ha sempre disposto di pregevoli opere d'arte che, riunite dal granduca Pietro Leopoldo nel 1784, sono andate a costituire la celebre Galleria, quale atélier di formazione per gli allievi dell'Accademia di Belle Arti. Oggi la Galleria dell'Accademia è aperta al pubblico nella sede di via Ricasoli n. 60. L'attuale Accademia delle Arti del Disegno è rimasta proprietaria di mirabili opere d'arte tra cui emerge il 'Fiume' di Michelangelo donato da Bartolomeo Ammannati, ora in deposito presso il Museo di Casa Buonarroti a Firenze. Nel corso della sua storia secolare, l'Accademia ha sempre disposto di pregevoli opere d'arte che, riunite dal granduca Pietro Leopoldo nel 1784, sono andate a costituire la celebre Galleria, quale atélier di formazione per gli allievi dell'Accademia di Belle Arti. Oggi la Galleria dell'Accademia è aperta al pubblico nella sede di via Ricasoli n. 60. L'attuale Accademia delle Arti del Disegno è rimasta proprietaria di mirabili opere d'arte tra cui emerge il 'Fiume' di Michelangelo donato da Bartolomeo Ammannati, ora in deposito presso il Museo di Casa Buonarroti a Firenze.

Altre opere sono state depositate al Museo Nazionale del Bargello, al Museo dell'Opera del Duomo, e alla Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti. Nella sua sede sono infine raccolte ed esposte numerose opere d'arte, ricevute in deposito dallo Stato o donate dagli accademici. Tra queste un tabernacolo affrescato dal Pontormo, un affresco di Mariotto di Nardo, e gli sportelli d'organo dipinti da Francesco d'Antonio già nella chiesa di Orsanmichele. L'Accademia dispone inoltre della cappella di San Luca alla SS. Annunziata e di una sala per le esposizioni in Piazza San Marco. Per il Lascito Bianchi amministra le rendite di un immobile finalizzate ad un premio di pittura, e per il Lascito Conti assegna ad un giovane artista uno studio di Piazza Donatello attraverso un concorso quinquennale. Nell'archivio sono riuniti numerosi fondi di documenti e di disegni, lascito di accademici defunti. Alcuni sono stati catalogati, altri sono in via di catalogazione. Per la consultazione di questi fondi documentari è richiesto il preventivo nulla osta della Soprintendenza Archivista per la Toscana.

 

   
 
   

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