VIOLANO ANTONIO

VIOLANO ANTONIO

Elezione: Scultore, eletto Accademico Corrispondente 03.10.2006
Classe di appartenenza: Scultura
Ruolo Accademico: Accademico Corrispondente

Nato a Firenze l’11 ottobre 1940, è uno scultore toscano contemporaneo. Dopo un lungo periodo di permanenza negli Stati Uniti, attualmente vive e lavora a Barcellona.

Nel 1972 è Medaglia d’oro – Biennale Internazionale “Arte e Sport” – Palazzo dei Congressi – Firenze.

È Accademico Corrispondente della Classe di Scultura dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Alcune sue opere sono visibili nella sede storica dell’Accademia Fiorentina, fanno parte della collezione permanente.

Nel 2011 consegue il primo premio per la partecipazione nel video documentale relativo alla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia-Padiglione Italia-Istituti Italiani di Cultura nel mondo – a cura di Vittorio Sgarbi e Francesca Valente. Innumerevoli sono le mostre individuali e collettive dal 1965 in Italia e all’estero, dove occorre ricordare la partecipazione nel 1974 e 1976 alla Biennale di scultura contemporanea – Museo Rodin – Parigi. Nel 2007 e 2014 all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, partecipa a due mostre dal titolo: Rinnovamento nella tradizione e Dall’idea al fare artistico – Omaggio a Michelangelo per i 450 anni dalla sua morte.

Dell’artista hanno scritto diversi critici d’arte, architetti, scrittori come: Geno Pampaloni, Tommaso Paloscia, Giovanni Michelucci, Mario Luzi, Carlo L. Ragghianti, Francesc Miralles, Mireia Freixa, Daniel GiraltMiracle, Fernando de Azevedo, Francesco Gurrieri, Giorgio Di Genova…… Già nel 1980 lo scrittore Mario Luzi ripassava la traiettoria artistica di Antonio Violano: “…….. Ciò che certamente non le è mai venuto meno è, vedo, il senso prepotente della sintesi; sicuro indizio di vocazione plastica e l’amore concreto per la materia della forma che si comunica, insieme con la forma stessa, all’osservatore. Mi sembra proprio che la via che lei sta coraggiosamente ma non avventurosamente percorrendo, possa portare lontano…….”

Giorgio Di Genova, critico d’arte, scrive di Antonio Violano in: Storia dell’Arte Italiana del’ 900 – Generazione anni quaranta – Bologna 2009. “… È tuttavia tra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta che Violano affida il suo talento plastico alle forme geometriche, dapprima curve con i travertini tra paesaggio e architettura del 1988 e del 1989, nei quali le architetture erano fette di onda sul piano di una base ovale. Le accidentalità di queste prime prove saranno eliminate nelle puristiche soluzioni della serie projecte en seqüencia (1989-1991) che sfoceranno nel coevo alluminio projecte en seqüencia IV, si tratta di piccoli formati che, dopo i circolari marmi aragonesi del’ 96 (significat mental, dinamisme en spiral) opteranno per morfologie architettoniche a sé stanti[…..] che danno il via ad una lunga serie di soluzioni di libera morfologia e di agglomerazioni di cubi e di elementi curvi…….” Nel libro, Violano – Pensament abstracte – Barcellona 2008. Francesc Miralles, fa un’analisi dettagliata dell’opera dell’artista: “…. Antonio Violano sembra avere profonde cesure e notevoli variazioni. Però, questo apprezzamento non smette di essere un miraggio. Non c’è un Violano figurativo e un Violano astratto: c’è il Violano che in un modo o in un altro approfondisce il linguaggio più classico della scultura. Pertanto Violano si muove nella cultura antica e in lei pone i fondamenti per i suoi volumi e le sue forme, così come si muove per le strade della vecchia Barcellona, traendone spazi e nuove composizioni. Sempre tutto è un “passaggio” per l’esistenza e per la cultura. In questo modo va dagli dei alla vita in un viaggio che non ha bisogno di ritorno, perché tutte le sensazioni sono vitali, nella stessa maniera. Qui nelle culture mediterranee, gli dei conformano la vita, ebri di sole e di mare…” Queste tre valutazioni, riportate parzialmente, mettono in evidenza come l’impegno artistico di Antonio Violano sia provocato per l’intensità del passato, seguendo la sola legge imperante del “tempo interiore”.