ROSSI ALDO LORIS

ROSSI ALDO LORIS

Elezione: Architetto, eletto Accademico Corrispondente 18.10.1990; eletto Accademico Ordinario 17.10.2001; eletto Accademico Emerito 22.09.2010

Classe di appartenenza: Architettura

Ruolo Accademico: Accademico Emerito

Nato a Bisaccia (AV) l’11 maggio 1933, studia a Napoli. Si iscrive, ma non frequenta, la facoltà partenopea: è sostanzialmente un autodidatta, si forma studiando e fotografando con taglio critico le opere dei maestri del Movimento Moderno. In seguito diverrà professore ordinario alla Facoltà di Architettura di Progettazione Architettonica. E’ stato allievo e amico di Bruno zevi e di Luigi Piccinato ( maestri rispettivamente dell’architettura e urbanistica organica italiana, fondatori nel 1945 dell’APAO – Associazione per l’Architettura Organica), e allievo di Giulio De Luca , tra i migliori esponenti dell’APAO a Napoli. Nei primi anni cinquanta, ancora giovanissimo, incontra Paolo Soleri impegnato nella costruzione a Vietri sul Mare della Ceramica Solimene.

Negli anni della prima contestazione studentesca, fra il 1950 e il 1960, frequenta artisti e letterati e partecipa alla redazione di riviste d’opposizione politica e intellettuale. Sin dalla formazione e poi come professionista e docente universitario, si è posto in condizione di volontario isolamento dall’ambiente accademico napoletano; viceversa ha sempre tenuto contatti e relazioni culturali con gruppi di avanguardia.

Negli anni della sua formazione Aldo Loris Rossi ha approfondito le sue conoscenze artistiche ed in particolare le avanguardie: futurismo, espressionismo, neoplasticismo, costruttivismo, elaborando così un suo linguaggio personale e creativo, “…tra i più originali dell’intero panorama architettonico contemporaneo, basato su l’esplosione controllata della scatola edilizia e sullo sviluppo centrifugo delle costruzioni a partire da un nucleo resistente centrale, mediante matrici generalmente circolari…”.

La maturazione della sua architettura vede coincidere la sua concezione con i presupposti che Bruno zevi andava formulando a fondamento di un linguaggio moderno dell’architettura, contrapposto al razional-classicismo, totalitario e disumano. Aldo Loris Rossi incarna pienamente nell’architettura le ormai famose invarianti moderne zeviane e celebra una architettura anti-classica i cui punti di riferimento diventano: la complessità, il disordine, l’asimmetria, la scomposizione volumetrica, la geometria irregolare e informale, l’irrazionalità, la libertà assoluta dell’artista, l’invenzione sperimentale e la molteplicità formale.

La continuità compositiva viene dato dal processo generativo spaziale, che si sviluppa dall’interno all’esterno, con un movimento esplosivo-formale: ritroviamo in esso la ricerca del continuum urbano-territoriale, il dialogo tra concentrazione e rarefazione volumetrica, la stratificazione polifunzionale e formale, la temporalizzazione organica degli ambienti e l’azzeramenti sintattico.

Il linguaggio architettonico di Aldo Loris Rossi coniuga morfologie organiche, fascinazione megastrutturale, passionalità espressionista e ascendenze futuriste e costruttiviste. L’architettura è intesa come laboratorio di ricerca sul campo, nasce così l’idea della “città-struttura” e del “materiale abitabile per l’urbatettura”. Focalizza l’attenzione sul rapporto sociale tra architettura e partecipazione e sposta l’articolazione spaziale a livello di polifunzionalità e policentricità, stabilisce nelle sue opere un rapporto organico con la natura e con l’ambiente antropico senza cadere nell’omologazione ma, anzi, esaltando l’aspetto creativo ed espressivo come principio di biodiversità..

Punto di riferimento ideologico di Aldo Loris Rossi nello sviluppo della sua concezione architettonica è la seconda avanguardia, cioè tutti quei “…movimenti capaci di riprendere il filo rosso che conduce dall’arte alla vita…”. Tende ad un rinnovato ed espressivo umanesimo, crede nella libertà di espressione e nella validità di comportamenti emotivi, irrazionali e personali, rifiuta qualsiasi visione unitaria preordinata, esalta l’idea centrale di “spazio vivente” e di “arte-azione”.

L’architettura di Aldo Loris Rossi è una sinfonia di forme e spazi che si alternano, si rimandano, discorrono tra loro in un “unicum organico” grandioso.  Aldo Loris Rossi sa ricavare dallo spazio architettonico e dalle sue forme e funzioni effetti straordinari ed una forza espressiva che pochi architetti al mondo hanno la capacità di realizzare. E’ un architetto, un urbanista ma anche, e soprattutto, un grande artista creativo che ha un sincero amore per l’architettura ed una ricchezza interiore da comunicare e donare agli altri.