Pratesi Giovanni

Pratesi Giovanni

Elezione: Antiquario, eletto Accademico d’Onore 8.10.2012

Ruolo Accademico: Accademico d’Onore

Giovanni Pratesi, nato a Figline Valdarno il 29 novembre 1939 è Presidente dell’Associazione Antiquari d’Italia dal 1995. Dirige dal 1987 la “Gazzetta Antiquaria”, organo semestrale dell’Associazione Antiquari d’Italia, distribuita insieme al Giornale dell’Arte da Umberto Allemandi & C. Dal 2001 è Segretario Generale della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze. Collezionista e mecenate ha patrocinato numerosi restauri di quadri e sculture e monumenti pubblici: Cappella Serristori a Figline Valdarno. Il monumento di Anatolio Demidoff nella piazza Demidoff di Firenze, oltre a numerose donazioni a Musei fiorentini.

Il Direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci è stato relatore per una tesi di laurea all’Università di Siena sull’attività antiquaria di Giovanni Pratesi e sulla donazione dell’ex cappella dell’ospedale Serristori.

Giovanni Pratesi, antiquario dal 1960, risiede per la sua attività commerciale, a Palazzo Ridolfi, via Maggio 13, Firenze. Le pubblicazioni da Lui edite per la sua attività antiquaria, sono state realizzate con il contributo dei maggiori specialisti includono:

Giuseppe Cantelli, Una raccolta fiorentina di medaglie tra ‘600 e ‘700, Firenze 1979;

Luigi Baldacci, catalogo a cura di Roberto Contini, Certezze e sospetti in margine al Seicento toscano, Firenze, 1983;

Gian Lorenzo Mellini, catalogo a cura di Mara Visonà, Sculture barocche di ritratto, Firenze 1985;

Giuliano Briganti ed un epilogo di Giuseppe Cantelli, coordinamento e redazione del catalogo Giovanni Pagliarulo, Riccardo Spinelli, Pitture fiorentine del Seicento, Firenze 1987;

Giovanni Pagliarulo e Riccardo Spinelli, Pitture senesi del Seicento, Firenze 1989;

Giovanni Pratesi, Repertorio della scultura fiorentina del Seicento, Torino 1993;

Giuseppe Toderi e Fiorenza Vannel Toderi, Ritratti medicei in cera – Modelli di medaglie di Antonio Selvi MDCCXXXIX, Firenze 1993;

Maria Cecilia Fabbri con un saggio di Roberto Valeriani, Due bozzetti di Ciro Ferri e del Volterrano per il soffitto della Santissima Annunziata a Firenze, Firenze, 1995

Sandro Bellesi, Diavolerie, magie e incantesimi nella pittura barocca fiorentina, Firenze 1997;

Sandro Bellesi, Duchi e Granduchi medicei in una serie di terrecotte fiorentine del primo Settecento, Settembre 1997;

Gabriele Capecchi, I cani in “pietra bigia” di Romolo Ferrucci del Tadda, Firenze 1998;

Rodolfo Maffeis, Storie di Casa Rucellai, Firenze 2001;

Giovanni Pratesi, Repertorio della Scultura Fiorentina del Cinquecento, Torino 2003;

Stefano Tumidei, Dell’eccellenza delle dame di Bologna. Dodici busti di domme illustri bolognesi, Firenze, 2003;

Giovanni Pratesi, Marcello Guasti. Sculture 1960-1992, con un saggio di Enrico Crispolti, Signa, 2006;

Charles Avery – Claudio Pizzorusso, Un busto di Cristo Redentore di Giambologna, Firenze, 2009;

Gabriele Capecchi, I Capricorni di Pietro Leopoldo. Innocenzo Spinazzi e le sculture di Boboli in età neoclassica, Firenze, 2011;

Andrea Bacchi – Christina Riebesell, Capolavori dell’Officina Farnesiana. Due busti d’imperatori all’antica in bronzo e marmi policromi, Firenze 2011

Ha partecipato alle mostre di Milano, Palazzo Reale; dal 1979 prima a Palazzo Strozzi e poi a Palazzo Corsini, alla mostra Internazionale di Milano, al Lingotto di Torino, al Gotha di Parma, alla Biennale di Palazzo Venezia a Roma e dal 1999 al 2004 al Tefaf di Maastricht.

Durante i lavori di restauro della Cappella Serristori di Figline Valdarno, sede della “Fondazione Giovanni Pratesi”, è stato rinvenuto un affresco della metà del XIV secolo il cui restauro è stato finanziato da Giovanni Pratesi il quale ha provveduto alla pubblicazione dell’opera dal titolo La Crocifissione dell’antica cappella Serristori, con saggi di Angelo Tartuferi e di Paolo Pirillo. Infine in occasione dei suoi settanta anni gli storici dell’arte, che hanno collaborato alla sua attività di antiquario, gli hanno dedicato degli scritti in suo onore pubblicati nel libro Tra Controriforma e Novecento.

Giovanni Pratesi per quanto riguarda l’etica professionale e la moralità comportamentale gode di una buona reputazione ed è incensurato.