PETTENA GIOVANNI

PETTENA GIOVANNI

Elezione: Architetto, Accademico Onorario (Annuario 1981-1982 p. 128); eletto Accademico Corrispondente 18.9.1985; eletto Accademico Ordinario 18.10.2003; attualmente è Accademico d’Onore.

Ruolo accademico: Accademico d’Onore

Nato a Bolzano il 23 agosto 1940, è architetto, artista, critico e storico dell’architettura. Cofondatore e ispiratore alla fine degli anni sessanta del movimento della Architettura radicale italiana, da cui ha avuto origine buona parte della contemporanea sperimentazione nel campo dell’architettura e del design, svolge, con progetti, mobili, installazioni, mostre, scritti teorici, saggi e testi, attività sperimentale intesa ad eliminare confini disciplinari e rivisitare e reinventare alfabeti e linguaggi.

Si laurea nel 1968 presso la Facoltà di Architettura di Firenze dove svolge attività didattica a partire dal 1973 e dove sarà poi professore di Storia dell’Architettura Contemporanea fino al 2008. A partire dagli anni ottanta ha insegnato anche alla Domus Academy di Milano e alla California State University in Florence, ha avuto inoltre incarichi d’insegnamento e ha tenuto seminari e conferenze in molte università e scuole di design e architettura negli Stati Uniti e Gran Bretagna, dove svolge tuttora attività di conferenziere e visiting critic.

Fin dal 1967 inizia un percorso di “design alternativo”, e un’attività sperimentale che ha soprattutto un significato di esperienza personale e spesso prescinde dalle necessità dell’esercizio professionale: mobili disegnati nella scala del luogo e non dell’uomo (Divano Rumble, 1967), installazioni in dialogo con luoghi significativi del contesto urbano (Carabinieri, Milite Ignoto, Grazia & Giustizia, 1968), interventi che contrappongono la vivacità del quotidiano alla staticità dei luoghi della rappresentanza e del potere (Laundry, 1969), allestimenti di mostre (Dialogo Pettena-Arnolfo, 1968) che egli propone come “una lezione di architettura”.

In seguito alla pubblicazione su “Domus” di questi lavori, nel 1971 è invitato come artist-in-residence al Minneapolis College of Art and Design di Minneapolis, e l’anno successivo alla University of Utah di Salt Lake City, dove realizza inizialmente opere che sembrano ancora dettate da una sorta di “violenza” nei confronti dei simboli della cultura e delle istituzioni: una conferenza all’università in cui il pubblico è “costretto” a ritagliare il proprio spazio in una sala fittamente riempita di strisce verticali di carta (Paper, 1971), o una passeggiata verso il centro della città insieme agli studenti che “indossano” sedie (Wearable Chairs, 1971). Nelle opere successive l’osservazione si concentrerà su processi diversi di lettura dell’ambiente, in cui natura e architettura vengono accostate e contaminate, così da rinaturalizzare luoghi e materiali denaturati : gli edifici inglobati nel ghiaccio a Minneapolis (Ice n.1 e Ice n.2, 1971-1972) e la trilogia di Salt Lake City (Clay House/Tumbleweeds catcher/Red Line, 1972) contengono queste componenti, e anche un’attenzione all’uso di materiali naturali generalmente estranea alla formazione dell’architetto.

L’osservazione della fisicità della natura sarà costante nella sua opera. È già presente nelle proposte vincenti per il concorso Trigon ’71 di Graz (Grass Architecture) che già anticipano l’integrazione tra architettura e natura della ‘green architecture’ di anni molto più tardi, e un confronto che, particolarmente nelle sue opere più recenti, vede l’architettura soccombere, o riconoscere nella natura una maestra o una fonte costante di ispirazione (Brano di città e Forgiving Architecture, 2009 / Architecture forgiven by nature, 2011 / La mia scuola di architettura e Mother Nature, 2012). Questa considerazione della natura e del contesto ambientale sono in fondo per lui la base anche di ogni possibilità di architettura costruita. Si confronterà per esempio con il contesto naturale nella costruzione della sua casa elbana (La mia casa all’Elba, 1978), un work- in-progress che pur acquistando nel tempo nuove definizioni e caratteristiche, da sempre ha trovato motivazione e forma in ragione del luogo e dei materiali che lì si trovano, materiali che hanno trovato spazio e dignità propria anche in opere successive in anni molto recenti (Human Space, 2011/ Human Wall, Handmade, Materiali da costruzione/2012). Nel 1973 pubblica L’Anarchitetto (Guaraldi, 1973), saggio atipico in forma di racconto, di poesia visiva e di diario fotografico anche dell’esperienza americana, che assumeva esso stesso il significato di ‘opera’, in quanto testimonianza di come la forma letteraria possa diventare essa stessa architettura. Scrivere di architettura sarà per lui sempre importante, parte di quella intensa attività di critica con cui cercherà di mantenere vivo un dibattito culturale che non si esaurisce con la fine del movimento radicale, che avvenne nei fatti poco dopo la fondazione della Global Tools (1973), scuola e sistema di laboratori che aveva rappresentato il momento di massima intensità di strategia comune per il movimento dell’Architettura Radicale. La scelta stessa di dedicarsi a un numero limitato di ‘veri’ progetti dimostra come l’architettura non si limiti per Pettena all’episodio della costruzione, ma faccia parte di una ricerca più ampia, un modo per verificare continuamente la molteplicità di possibili significati che la disciplina architettonica può assumemere. Così, anche la successiva attività di critico, se da un lato ad esempio analizza l’opera di Hans Hollein (Hans Hollein, Ideabooks,1988), considerata ancora emblematica del ‘tutto è architettura’ teorizzato nei primi anni ’60 dell’architetto austriaco, in seguito, rielaborando anche nel ricordo le conversazioni newyorkesi con Robert Smithson, si avvicinerà anche allo studio dell’architettura del paesaggio in una prospettiva sia storico-progettuale che di valorizzazione delle intrinseche componenti di arte ambientale. Presenta così per la prima volta in Europa la figura e l’opera di F.L.Olmsted, il progettista del Central Park di New York, in una grande esposizione agli Uffizi (mostra e volume Olmsted. L’origine del parco urbano e del parco naturale contemporaneo, Centro Di,1996). Anche la riproposta delle tematiche del ‘radicale’ alla Biennale di Venezia Architettura 1996 (mostra e volume Radicals. Architettura e Design 1960-1975), come premessa storica alla moderna figura dell’architetto come ‘sismografo’ suggerita da Hans Hollein, così come la successiva esposizione Archipelago (1999) in cui questa interpretazione di “radicalità” si estende fino al contemporaneo, e integra disegni d’architettura con installazioni d’artista, pezzi di design con visioni d’ambiente dei maestri e dei giovani studenti partecipi dell’allestimento, o la mostra e il saggio sul Radical Design del 2004 (Radical Design, m&m, 2004) hanno per Pettena, al di là della volontà dello storico di far conoscere e studiare queste fenomenologie, soprattutto il significato di illustrare le convinzioni maturate nel corso della sua opera di architetto, di artista, di insegnante e di critico.

Presente con opere, scritti e attività didattica nel panorama della critica internazionale, continua negli anni l’attività artistica allargando il proprio campo di ricerca senza creare fratture rispetto alle premesse ideologiche del lavoro precedente, anzi accentuando gli elementi di concettualità più specifici del processo di “sconfinamento” interdisciplinare. Nel corso degli anni ’80, studierà in particolare lo spazio “simulato”, la realtà illusoria creata nella rappresentazione artistica attraverso i riflessi, i rimandi visuali, la percezione volutamente distorta, indagando il tema della finzione prospettica sia attraverso oggetti di design atipici, la cui fisicizzazione sconfina nell’immaginario, sia attraverso la creazione di spazi la cui fruizione è ambigua proprio perché di realtà incerta, illusoria, al limite dell’impossibilità (Sovrapposizioni, 1984 / Integrazioni, 1985/ Ombra, 1986). Progressivamente poi l’attenzione al contesto e il dialogo con l’ambiente, si manifesteranno sempre più in una forma in cui le metodologie e i linguaggi delle arti visive sono accentuati fino a superare senza rimpianti la linea di “sconfinamento” che dall’architettura conduce verso altre discipline artistiche nella convinzione, ormai maturata da tempo, di come non esistano confini, nel rapportarsi alle tematiche relative allo spazio fisico, tra la sensibilità dell’architetto e quella dell’odierno artista ambientale, convinzione metaforicamente illustrata anche nelle opere più recenti, a partire da Archipensieri (2001) e Il mestiere dell’architetto (2002).

È il primo architetto “radicale” a cui il Frac Centre di Orléans dedica una grande antologica arricchita da una monografia (Gianni Pettena. Le métier de l’architect, HYX Ed. 2002) pubblicata anche in italiano/inglese l’anno successivo. Il suo lavoro è stato presentato in musei e istituzioni come la Biennale di Venezia, il Mori Museum di Tokyo, il PAC di Milano, il Barbican Center di Londra, il Gamec di Bergamo, i centri Pompidou di Parigi e Metz, la Biennale di Berlino, il Padiglione Italia all’Expo 2010 di Shanghai; sue opere sono in collezioni private in Italia e all’estero e nelle collezioni permanenti di gallerie e istituzioni, tra cui quelle del Centro Pompidou di Parigi, del Frac Centre di Orléans e gli Archivi della Biennale di Venezia.

Principali pubblicazioni

1973 – L’anarchitetto, Guaraldi

1981 – Venturi, Rauch & Scott Brown, Electa

1981 – Richard Meier, Marsilio

1982 – Coates, Hadid, Lowe, Wilson, ed. APT Fiesole

1982 – Superstudio 1966-1982. Storie, figure, architettura, Electa

1983 – La città invisibile. Architettura sperimentale 1965/75, ed. Opera Universitaria Firenze 1

1988 – Hans Hollein. Opere 1966-1988, Ideabooks

1992 – Rodolfo Bonetto. Trent’anni di design, Ideabooks

1996 – Olmsted. L’origine del parco urbano e del parco naturale contemporaneo, Centro Di

1996 – Radicals. Architettura e Design 1960-1975, ed. La Biennale di Venezia

1999 – ARCHIPELAGO. Architettura sperimentale 1959-1999, maschietto&musolino 1999

1999 – SOTTSASS, maschietto&musolino

1999 – Casa Malaparte Capri, Le Lettere

2001 – Sottsass e Sottsass, Testo&Immagine

2004 – Radical Design. Ricerca e progetto dagli anni ’60 a oggi, M&M maschietto editore,

2009 – Design, arte ambientale, architettura: interrelazioni contemporanee, in ‘Radici Radicali’, Edizioni Galleria Il Ponte, Firenze

2010 – L’architettura ideale, in DOMUS 941

2012 – Architecture forgiven by nature, in l’ARCA International 109

Principali mostre

1971 – Minneapolis Institute of Arts (personale)

1971 – TRIGON, Graz, (I premio)

1972 – John Weber Gallery (personale), New York City

1973 – Royal College of Art, Londra

1973 – Galleria Schema (personale), Firenze

1973 – Progetto d’architettura n° 5, Triennale di Milano

1978 – Wind Architectures, Biennale di Venezia

1979 – THE ART OF PERFORMANCE, Palazzo Grassi, Venezia

1980 – IL TEMPO DEL MUSEO VENEZIA, Biennale di Venezia

1984 – Sovrapposizioni (personale), Galleria Speciale, Bari

1985 – Buon Compleanno (personale), Galleria Speciale, Bari

1987 – Il ritorno dell’arte, Castello Aragonese, Otranto

1987 – Mappe, Recinti, Territori, Itinerari, Galleria Megalopoli, Milano

1990 – Il Mondo “SPECIALE”, Groninger Museum, Groninga

1996 – Radicals. Architettura e Design 1960-1975, Biennale di Venezia, Padiglione Italia

1996 – Habitus Abito Abitare, Biennale di Firenze, Centro Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato

1999 – ARCHIPELAGO. Architettura sperimentale 1955-1999, Palazzo Fabroni, Pistoia

2000 – Radical Architecture, Museum fur Angewandte Kunst, Colonia

2001 – Architecture Radicale, Institut d’art Contemporaine, Frac Rhone-Alpes, Villeurbane (Lyon)

2002 – Gianni Pettena. Le métier de l’architect (personale/antologica), FRAC Centre, Orléans

2003 – Archipensieri (personale), Museo Fondazione Piaggio, Pontedera (Pisa)

2003 – Italie Radicale. Collection du Frac Centre, Frac Centre, Orléans

2004 – Radical Design. Ricerca e progetto dagli anni ’60 a oggi, Casa Masaccio, S. Giovanni Valdarno

2005 – New Experiments in Architecture, Art and the City, 1950-2005, Mori Art Museum, Tokyo

2005 – Gianni Pettena (personale), Collège Marcel Duchamp, Chateauroux

2006 – Future City. Experiment and Utopia in Architecture 1956-2006, Barbican Center, Londra

2007 – Gianni Pettena (personale), Galleria neon fdv, Milano

2007/2008 – Il Futuro del Futurismo, GAMeC, Bergamo

2008 – Gianni Pettena/Luca Trevisani. Sistemi binari 1., Neon Campobase, Bologna

2008 – Sguardo periferico e corpo collettivo, Museion, Bolzano

2008 – Principle Hope. Manifesta 07, Ex-Peterlini, Rovereto

2009 – Radici Radicali. Archizoom, Pettena, Superstudio, UFO, Galleria Il Ponte, Firenze/ Galleria Martano, Torino

2009 – Gianni Pettena (personale), Galleria Enrico Fornello, Prato, 29 aprile-29 maggio 2009

2009 – ReMap 2, Biennale di Atene

2009 – The death of the audience, Secession, Vienna

2010 – Ibrido. Genetica delle forme d’arte, PAC, Milano

2010 – Gianni Pettena. Acquisizioni per la collezione del museo, Centro Pecci, Prato

2010/2011 – Quali cose siamo, Triennale Design Museum, Milano

2010 – Die lebende Münze, HAU1, VI Biennale di Berlino

2010 – Italian genius now. Home sweet home, Padiglione Italia, Expo 2010, Shanghai

2011 – Gianni Pettena. Vers une rétrospective, Galleria Mercier & Associés, Parigi

2011 – In absence of bodies, Stromerein Performance Festival, Zurigo

2011/2012 – Erre. Variations Labirintiques, Centre Pompidou, Metz

2011 – Totem and Taboo, Museum Quartier, Vienna

2012 – Gianni Pettena, Galleria Federico Luger/ Galleria Enrico Fornello, Milano

2012 – Radical City, Archivio di Stato, Torino

2013 – Vienna e dintorni. Abraham/Hollein/Peintner/Pettena/Pichler/Sottsass, Galleria Giovanni Bonelli, Milano

2013 – The Immigrants. Experiment 2, Biennale di Venezia 2013

2013 – Radical Minds – Radical Design, MUSA, Pietrasanta

2013 – Gianni Pettena. Forgiven by Nature, Utah Museum of Contemporary Arts, Salt Lake City

2013 – Portfolio d’oeuvres de la collection du Frac Centre, Gare d’Austerlitz, Parigi

2013 – Gianni Pettena / Paper / Midwestern Ocean, Unité d’Habitation Le Corbusier di Briey-en-Forêt

Elenco delle opere

1966 – Tunnel sonoro

1967 – Divano Rumble

1967/68 – Film 16mm The Pig (Carosello Italiano)

1968 – Disegni Città future

1968 – Dialogo Pettena-Arnolfo

1968 – CARABINIERI

1968 – MILITE IGNOTO

1968 – GRAZIA&GIUSTIZIA

1968 – APPLAUSI

1969 – Tavolo Babele

1969/1971 – Lampade

1969 – Laundry, Campo Urbano, Como

1971 – Film super 8 Autostradale

1971 – Film 16mm Intens

1971 – ConcorsoTRIGON ‘71, Graz

1971 – Quarry

1971 – Falsa curva d’autostrada, Minnesota

1971 – PAPER/ Midwestern ocean

1971 – Wearable chairs

1971 – ICE I

1971 – Some call him pig, Minneapolis

1972 – ICE II

1972 – Film 16mm Random Movies

1972 – Clay house

1972 – Tumbleweeds catcher

1972 – Red Line

1972/73 – About non conscious architecture

1973 – Already seen portable landscape

1973 – Atta Unsar, Galleria Schema, Firenze

1973 – IO SONO LA SPIA

1973 – Spazio vuoto riservato a Gianni Pettena

1973 – Progetto d’architettura nº5, Triennale di Milano

1974 – Marea

1977 – Performance Fosforescente, Palazzo Grassi, Venezia

1978 – Complementi d’architettura, Biennale di Venezia

1978 – Testimonianza d’architettura

1978/2012 – La mia casa all’Elba, Viticcio, Isola d’Elba

1979 – Le isole abbandonate della Laguna

1980 – Allestimento mostra IL RITORNO DEI RE, S.M.Novella, Firenze

1983 – Allestimento mostra NANNUCCI, Palazzo Vecchio, Firenze

1984 – Sovrapposizioni

1985 – Case conquistate dal verde

1985 – Integrazioni, Expo Arte, Bari

1985 – Poltramaca, Salone del Mobile, Milano

1985 – Divano Buon compleanno

1986 – Poltrona OMBRA

1987 – Paesaggi della memoria

1987 – Mauretania e Lusitania

1987 – Stanza

1988 – Allestimento VISIONI D’AMBIENTE, Spedale degli Innocenti, Firenze

1989 – Arazzo Itinerari Territori Mappe Recinti

1989 – Tappeto Sprofondo

1989 – Tappeto Compenetrazioni

1990/97 – Nuovo Municipio di Canazei, Canazei

1991 – Divano Pick up

1992 – Studio per il restauro e la riconversione del Forte Inglese, Portoferraio, Isola d’Elba

1995/2000 – Restauro e riconversione dell’edificio storico Tonnara dell’Enfola, Enfola, Isola d’Elba

1996 – Mostra F. L. OLMSTED, Galleria degli Uffizi, Firenze

1996 – Mostra RADICALS, Padiglione Italia, Biennale di Venezia

1997 – Anelli Architectures in Love

1999 – Breathing architecture (Branchia)

2001 – Archipensieri, Università di Cassino

2002 – Archipensieri II, Collezione Longo, Cassino

2002 – Il mestiere dell’architetto

2002 – Senna, Parigi

2003 – Cubo, Biennale di Valencia

2004 – Il mestiere dell’architetto II

2005 – Memorie, Ecole des Beaux Arts, Chateauroux

2008 – Archipensieri III

2008 – Archipensieri IV

2008 – Espace vide réservé à Gianni Pettena, Contribution, Rennes

2009 – Cubo 2

2009 – Brano di città

2009 – Archipensieri V

2009 – Archipensieri VI, FIAC, Parigi

2009 – Forgiving architecture, Biennale di Atene

2010 – Archipensieri VII, PAC, Milano

2011 – La linea del tempo

2011 – Architecture forgiven by Nature

2011 – In absence of bodies, Stromerein Performance Festival, Zurigo

2011 – Human scale

2012 – Archipensierooooooo…

2011 – La mia scuola di architettura

2012 – Human Wall

2012 – Handmade, Collezione ALT, Alzano Lombardo

2012 – Breathing Architecture 2

2012 – Human Space

2012 – Materiali da costruzione

2012 – Progetti d’architettura

2012 – Mother Nature

2012 – Archipensiero 2 (Cubo 3)

2012 – Antologico…enciclopedico

2012 – Architecture Vs Nature

2012 – Strategia progettuale

2012 – Vive l’architecture

2013 – The game of architecture

2013 – Sogno d’estate