GIUSTI ANNAMARIA

GIUSTI ANNAMARIA

 

Elezione: Storica dell’Arte, eletta Accademico Onorario il 18.10.2007, eletta Accademico Corrispondente il 05.10.2016

Classe di appartenenza: Storia dell’Arte

Ruolo Accademico: Accademico Corrispondente

Laureata in Storia dell’ Arte all’Università degli Studi  di Firenze nel 1974, dal 1.11. 1976 è entrata a far parte del MIBAC, a seguito di concorso, prendendo servizio come direttore storico d’arte  presso l’ Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Dal 1978 ha diretto continuativamente il Museo dell’ Opificio, riallestito su suo progetto nel 1995, e ha inoltre diretto, in periodi alterni, i settori di restauro del mosaico e pietre dure; dei materiali lapidei; delle terrecotte; dei bronzi e armi antiche. E’ stata responsabile della catalogazione delle opere d’arte delle collezioni dell’ Opificio, e dell’ Archivio dei Restauri, del quale ha avviato nel 1991 l’ informatizzazione. Nel 1978-80 è stata direttrice della Scuola  di restauro dell’ Opificio, che ha preso avvio nel 1978.

Dal marzo 2008 è distaccata al Polo Museale di Firenze, dove riveste l’ incarico di Direttrice della Galleria d’ Arte Moderna, ed è membro del CDA del Polo.

Tra i maggiori restauri diretti negli oltre trent’ anni di attività all’ Opificio, sono il ciclo delle statue marmoree di Orsanmichele a Firenze, il pulpito di Donatello per il Duomo di Prato, il Battesimo di Cristo di Andrea Sansovino per il Battistero di Firenze, il San Matteo di Michelangelo, i mosaici del Battistero di Firenze ecc. Mantiene tuttora la direzione del restauro della Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti, prossimo alla conclusione.

Alla Galleria d’arte Moderna, ha recuperato, riallestito e riaperto al pubblico, nel 2009, lo scalone monumentale di Pasquale Poccianti, che dalla Galleria conduce al piano terreno del Palazzo. Nel 2010 ha intrapreso la climatizzazione della Galleria, pervenuta attualmente alla realizzazione di 17 sale su un totale di 30.

La sua attività operativa ha dato luogo a ricerche e studi nel campo della conservazione, documentate nei testi pubblicati sul periodico  dell’ Opificio, da lei fondato nel 1986 insieme al collega esperto scientifico Mauro Matteini; in Atti di convegni nazionali e internazionali, e in monografie a sua cura, quale quella sul Restauro del marmo. Opere e problemi, comparsa nel 1986, Sculture da conservare, del 1990, e Donatello restaurato. I marmi del pulpito di Prato, del 2000.

Agli studi nell’ ambito della conservazione ha affiancato quelli storico- artistici, su argomenti di pittura e mosaico medievali, ma più in particolare sulla storia e attività della prestigiosa manifattura granducale da cui l’ Opificio discende, celebrata nella mostra antologica “Splendori di pietre dure”, da lei curata nel 1988, per ricordare i quattrocento anni di vita dell’ Opificio. Nel 1992 ha pubblicato presso l’ editore Phlip Wilson di Londra Pietre dure. Hardstone in furniture and decoration, una monografia dedicata alla passata produzione artistica dell’ Opificio, edita in Italia da Allemandi.

Nel 2005 è uscito in Francia La Marqueterie en pierres dures,(ed. Citadelles et Mazenod), ideale seguito e ampliamento degli studi precedenti dell’ autrice, tradotto in tre lingue e distribuito in Italia, Germania, Inghilterra e U.S.A.

Recentemente si è dedicata con più assiduità alla cura di mostre storico- artistiche di vario argomento: nel 2004, Masters of Florence, tenutasi a Memphis (Tennessee), che ha presentato una rassegna di storia e arte nella Firenze medicea, lungo il corso di quattro secoli. Nel 2006, Arte e Manifattura di corte a Firenze. Dal tramonto dei Medici all’ Impero, a Palazzo Pitti, che ha illustrato l’ attività della manifattura granducale di pietre dure in epoca settecentesca, e i rapporti con il contesto artistico locale e internazionale. Nel 2008 è stata co-curatrice della mostra The Splendour of the Medici. Art and Life in Renaissance Florence, che si è tenuta nel Museo delle Belle Arti di Budapest nel periodo gennaio-maggio 2008. Nel luglio settembre 2008 ha curato al Metropolitan Museum di New York la mostra Art of Royal Court. Pietre dure frome the palaces of Europe, scaturita da una sua idea e curata insieme a Ian Wardropper e Wolfram Koeppe, del Metropolitan Museum. Il ciclo di mostre sull’  attività dell’Opificio nel tempo si è conclusa nel 2011, con Dal fasti di corte al lusso borghese. L’Opificio delle Pietre Dure nell’Italia unita, tenutasi alla Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti.

Le sue pubblicazioni scientifiche assommano attualmente a circa 120 titoli.