GINZBURG CARLO

GINZBURG CARLO

 

Elezione:
Storico, eletto Accademico Ordinario 28.11.1978 (Atti 1974-1986 c. 82)

Classe di appartenenza:
Discipline Umanistiche e Scientifiche

Ruolo Accademico:
Accademico Corrispondente della Classe di Discipline Umanistiche e Scientifiche

Nato il 15 aprile 1939 a Torino, è uno storico, scrittore e saggista italiano.

Figlio di Leone Ginzburg e Natalia Ginzburg (nata Levi), entrambi di origine ebraica, ha studiato alla Normale di Pisa, quindi al Warburg Institute di Londra; ha insegnato Storia moderna all’Università di Bologna e poi nelleUniversità Harvard, Yale e di Princeton e Università della California, Los Angeles (in quest’ultima città è stato titolare, sul finire degli anni ottanta, di una cattedra di Storia del Rinascimento italiano). Dal 2006 al 2010 ha insegnato Storia delle Culture Europee alla Normale di Pisa.

Attento studioso degli atteggiamenti religiosi e delle credenze popolari all’esordio dell’età moderna, ha pubblicato nel 1966 I Benandanti, una ricerca sulla società contadina friulana del Cinquecento, che illumina, sulla base di un cospicuo materiale documentario relativo ai processi inquisitoriali, il rapporto dialettico tra un complesso sistema di credenze capillarmente diffuse nel mondo contadino, esito probabilmente dell’evoluzione di un antico culto agrario con caratteristiche sciamaniche, e la sua interpretazione da parte degli inquisitori, che tendono a una semplificante equiparazione con i codificati moduli della stregoneria. Ne Il formaggio e i vermi (1976), prende invece in esame le vicende di un mugnaio delXVI secolo, Menocchio, per due volte sottoposto a processo da parte dell’Inquisizione Romana, una prima volta condannato al carcere a vita (fu poi liberato con un atto di clemenza per le cattive condizioni di salute e per la precaria situazione economica della sua famiglia) mentre la seconda volta fu arso al rogo come relapso e pertinace.

In virtù dell’esperienza maturata nel campo della ricerca relativa alla storia delle mentalità, condotta generalmente mediante l’analisi di figure apparentemente poco importanti, ma giudicate emblematiche di orientamenti in realtà ampiamente diffusi, è stato invitato a scrivere il saggio Folklore, magia, religione per il primo volume della Storia d’Italia della Einaudi (I caratteri originali). Negli anni ottanta ha diretto con Giovanni Levi per l’Einaudi la collana “Microstorie”.

È nel consiglio scientifico della rivista “Communications”.