FARAONI ENZO

FARAONI ENZO

Elezione: Pittore incisore, eletto Accademico Aggregato 3.11.1956; eletto Accademico Residente 15.4.1958; eletto Vicepresidente della Classe di Incisione 13.12.1972; Accademico Corrispondente; eletto Accademico Ordinario 18.9.1985; eletto Presidente della Classe di Pittura 28.4.1986; eletto Presidente della Classe di Pittura 15.3.1989; eletto Presidente della Classe di Pittura 30.3.1994; eletto presidente della Classe di Pittura 15.10.1999; eletto Presidente della Classe di Pittura 15.10.2004; eletto Accademico Emerito 22.09.2010

Classe di appartenenza: Pittura

Ruolo Accademico: Accademico Emerito

Enzo Faraoni è nato a Santo Stefano Magra (SP) il 29 dicembre 1920 da genitori toscani. Ha trascorso gli anni giovanili a Carmignano (PO) ed ha frequentato l’istituto d’Arte di Firenze, dove è stato allievo di Francesco Chiappelli e Pietro Parigi; quest’ultimo lo presentò a Ottone Rosai, il quale lo introdusse nell’ambiente artistico e culturale fiorentino di quel periodo. Nel 1940 il giornale “Rivoluzione” pubblicò alcuni suoi disegni e fino al 1943 collaborò al settimanale cattolico “La Festa”.
Fin da studente aveva iniziato a partecipare alle mostre dei “Littoriali”, dove si distinse per la xilografia e l’acquaforte. Nel 1939 partecipò alla I Mostra di Pittura Toscana a S. Miniato (PI) e nel 1949 ad una mostra di giovani pittori organizzata da Soffici nella sede fiorentina de La Nazione. Nel 1942 Rosai volle allestire una personale di pittura e incisione del giovane artista nella sua galleria d’arte “Il Fiore”, aperta l’anno precedente e lo volle come suo assistente nella classe di Pittura all’Accademia di Belle arti di Firenze.
Nel 1944 prese parte attivamente alla lotta partigiana nel territorio di Carmignano. Rimasto gravemente ferito in un’azione, fu aiutato da Rosai, che lo accolse nella sua casa fiorentina. Successivamente riprese l’attività di insegnante in varie scuole toscane e proseguì in quella espositiva, ottenendo lusinghieri riconoscimenti.
Nella sua arte la condivisione dell’angosciosa realtà umana di Rosai si aggiunge alla lezione di Parigi nello studio dell’arte antica e dei grandi maestri, fino a Lorenzo Viani.
Nella sua assoluta autonomia stilistica riesce a tradurre magistralmente l’emozione, l’inquietudine, l’incertezza esistenziale non solo nel ritratto e nell’autoritratto, ma anche nella natura morta, carica di valori che si fondono nella suggestione dell’atmosfera. L’incisione è contraddistinta da estrema perizia tecnica che gli consente composizioni elaborate e fantasiose e da grande libertà ed immediatezza.
Presente nelle maggiori rassegne in Italia e all’estero, dalle Biennali di Venezia alle Quadriennali di Roma, alle Biennali Internazionali della Grafica d‘Arte di Firenze. Vincitore del Primo Premio del Fiorino di Palazzo Strozzi nel 1961 per la pittura e della Biennale di Venezia nel 1968 per la xilografia.