UNA STORIA LUNGA
450 ANNI

Firenze si vanta di ospitare l’Accademia delle Arti del Disegno, l’accademia più antica del mondo.

MANTENERE IL BELLO,
VERA VOCAZIONE DELL’ ACCADEMIA

 

In conformità alla sua secolare tradizione e nel rispetto del suo statuto, l’Accademia delle Arti del Disegno partecipa ad ogni attività delle arti, incoraggia e promuove studi e manifestazioni che le valorizzino e che favoriscano quanto sia di interesse artistico e storico, ovvero afferisca ai beni culturali materiali e immateriali quali testimonianze aventi valore di civiltà.

L’intento sottile, è quello di mantenere vivo e incarnare in ogni tempo l’archetipo del bello attraverso le eccellenze in campo artistico e scientifico

1300 ca. – 1563
La Compagnia di San Luca e le origini

 

L’Accademia delle Arti del Disegno ha avuto origine dalla Compagnia di San Luca formata, nel 1339, tra gli artisti fiorentini per “sovvenire così nelle cose dell’anima, come del corpo, a chi, secondo i tempi, n’avesse bisogno”.
Una compagnia o fraternita che vide iscritti tra gli altri Benozzo Gozzoli, Donatello, Lorenzo Ghiberti, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti quando ancora, secondo gli statuti medievali, i pittori venivano immatricolati all’Arte dei Medici e degli Speziali perché assimilati agli speziali per la macinatura e la preparazione dei colori, mentre gli scultori e gli architetti figuravano tra i membri dell’Arte dei Maestri di Pietra e di Legname.
“Cascata la Compagnia del tutto et quasi finita”, si deve a Giorgio Vasari l’idea di formare una nuova Accademia e Compagnia emancipata dallo spirito artigianale e garante del valore intellettuale dell’attività artistica. Da compiuto biografo Vasari era ben consapevole di quanto si fosse evoluto nel tempo lo stato sociale dell’artista. Per lui riconoscere e far riconoscere l’eccellenza degli artisti significò non soltanto sottolineare la nobiltà del loro impegno e la dignità con cui dovevano essere onorati nella società, ovvero occupare una posizione elevata nella scala sociale, ma anche assicurare la trasmissione di questa eccellenza con un adeguato insegnamento.
Per realizzare il suo progetto, nel maggio 1562, Vasari coinvolse il frate servita Zaccaria Faldolfi, il Bronzino, Francesco da Sangallo, Bartolomeo Ammannati, Vincenzo de’ Rossi, Michele di Ridolfo del Ghirlandaio. Ne parlò poi col duca Cosimo I e, “pregatolo a volere così favorire lo studio di queste nobili arti, come aveva fatto quello delle lettere, avendo riaperto lo Studio di Pisa, creato un collegio di scolari, e dato principio all’Accademia Fiorentina, lo trovò tanto disposto ad aiutare e favorire questa impresa, quanto più non arebbe saputo desiderare”.
Poco dopo, il 25 luglio 1562, avvenne l’inumazione dei resti del Pontormo nella nuova cappella funeraria voluta da fra Giovann’Agnolo Montorsoli alla SS. Annunziata “per tutti gl’uomini dell’arte del disegno, pittori, scultori e architettori che non avessono proprio luogo dove essere sotterrati”. Venne quindi formulato il testo dei nuovi capitoli dell’Accademia e Compagnia dell’Arte del Disegno, una nuova arte distinta dall’esercizio del disegno, il quale altro non era “che una apparente espressione o dichiarazione del concetto che si ha nell’animo, e di quello che altri si è nella mente immaginato e fabbricato nell’idea”.
Il testo dei capitoli venne rivisto da don Vincenzo Borghini, il futuro luogotenente della nuova istituzione, e approvato dalla corte medicea il 13 gennaio 1563.

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1784-1873
Le trasformazioni da Pietro Leopoldo all’Italia Unita

 

Il 3 ottobre 1784, un motuproprio del granduca Pietro Leopoldo abolì l’Accademia del Disegno con la “giurisdizione che alla medesima spettava”, e istituì l’Accademia di Belle Arti in una nuova sede di Piazza San Marco dove vennero riunite “tutte le scuole appartenenti al Disegno, e all’Accademia che alle medesime dovrà presiedere”. Le nuove scuole previste dal motuproprio furono quelle del disegno, di composizione e colorito, del nudo, di scultura, d’intaglio in rame, di architettura, e di grottesco. Una prima modifica al nuovo ordinamento si ebbe, nel 1807, con il rescritto di Maria Luisa di Borbone regina reggente d’Etruria che consentiva a 30 artigiani di partecipare alle adunanze dei professori dell’Accademia per discutere di casi pratici. In epoca napoleonica fecero seguito nuovi statuti nel 1811 e 1813.
In questi ultimi emanati da Elisa Baciocchi per l’Impero Francese, l’Accademia venne divisa nelle tre Classi delle Arti del Disegno, della Musica e Declamazione, e delle Arti Meccaniche.
Posta sotto la tutela del Comune di Firenze, ebbe annesso un Conservatorio d’arti e mestieri, un Istituto di musica, declamazione, e arte teatrale, una Biblioteca e una Galleria.
Dal 1784 e fino all’Unità d’Italia, l’Accademia ebbe modo di assolvere alla tutela dei beni culturali della Toscana. Nel 1788, dopo aver ricomposto nella sua nuova sede la Cappella della Crocetta affrescata da Giovanni da San Giovanni, nel 1810 ebbe in carico1.233 opere d’arte provenienti dai conventi soppressi dal governo napoleonico.
Due anni più tardi, il presidente dell’Accademia Giovanni degli Alessandri dovette scrivere al ministro dell’interno, Jean-Pierre Bachasson di opporsi alla demolizione della chiesa e convento di San Marco di Firenze che, invece, venne proposto come deposito di monumenti di scienza e arti. Nel 1831, ricevette da parte dell’Opera di Santa Maria del Fiore la scultura del San Matteo di Michelangelo e, nel 1840, le venne affidata la cura e la vigilanza del Chiostro della Compagnia dello Scalzo, del Cenacolo di San Salvi, della Cappella del Palazzo Medici Riccardi unitamente alla Galleria di Luca Giordano e al Chiostrino della SS. Annunziata.
Nel 1841, ad opera del presidente Antonio Ramirez di Montalvo, la Galleria dell’Accademia ricevette un ordinamento cronologico e fu suddivisa in una Galleria dei quadri grandi, una Galleria dei quadri antichi, una Sala dei quadri piccoli e una Sala dei cartoni, con una Galleria dei premiati per gli elaborati dei vincitori dei saggi annuali e dei concorsi triennali.
L’assetto dell’Accademia, definito con gli statuti del 1813, venne modificato a partire dal 1850, quando il granduca Leopoldo II separò le Scuole Tecniche delle Arti e Manifatture per trasformarle in un autonomo Istituto Tecnico e, nel 1860, attraverso i decreti dell’allora ministro della pubblica istruzione del R. Governo della Toscana, Cosimo Ridolfi che portarono alla fondazione di una Scuola di Declamazione separata dall’Accademia, e alla formazione di nuovo R. Istituto Musicale di Firenze. L’Accademia di Belle Arti rimase così composta soltanto dalla sua prima Classe delle Arti del Disegno, e fu suddivisa nelle due sezioni dell’insegnamento e del corpo accademico.

 

1873-2013
I nuovi statuti e il ruolo attuale dell’Accademia delle Arti del Disegno

 

Nell’Italia ormai unita, nel 1873, il ministro della pubblica istruzione del Regno d’Italia, Antonio Scialoia emanò nuovi statuti che separarono il collegio dei professori (Accademia delle Arti del Disegno) dall’istituto di insegnamento (Accademia di Belle Arti).
L’istituto fu posto alle dirette dipendenze del ministero, e le ingerenze del corpo accademico vennero limitate alla partecipazione di due accademici agli esami e ai concorsi per i premi degli allievi, e a quelli ministeriali per la nomina dei professori.
Soltanto nel 1937 l’Accademia delle Arti del Disegno fu resa completamente autonoma dall’Accademia di Belle Arti.
Grazie ad un nuovo statuto “nello spirito dello Stato Fascista”, approvato dal ministro dell’eduzione nazionale del Regno d’Italia, Giuseppe Bottai, venne costituita dalle tre classi di architettura, pittura, scultura e incisione.
Passò a comprendere quattro classi di architettura, scultura, pittura, incisione con lo statuto datole nel 1953 dal ministro della pubblica istruzione della Repubblica Italiana, Antonio Segni, e finalmente nel 1978, con un intervento dell’allora presidente Rodolfo Siviero, il ministro per i beni culturali e ambientali, Dario Antoniozzi le riconobbe un nuovo statuto con le cinque classi di pittura, scultura, architettura, storia dell’arte, discipline umanistiche e scienze.

REGESTO DI 450 ANNI DI STORIA

1500

MD

1562 – 31 maggio – si forma un comitato per elaborare lo statuto della nuova Accademia e Compagnia con Giorgio Vasari, Giovann’Agnolo Montorsoli, Agnolo Bronzino, Francesco da Sangallo, Pier Francesco Foschi e Michele Tosini. Il testo dello statuto sarà rivisto da Vincenzo Borghini.

1562 – 25 luglio – viene consacrata la cappella funeraria fondata dallo scultore servita Giovann’Agnolo Montorsoli alla SS. Annunziata col trasporto delle ceneri del Pontormo.

1563 – 13 gennaio – è approvato dal duca Cosimo I de’Medici lo statuto dell’Accademia et Compagnia dell’Arte del Disegno. Il governo viene affidato ad un luogotenente, a tre consoli e a tre consiglieri assistiti da un provveditore, un camerlengo, un sindaco, uno scrivano, un cancelliere e due paciali, ovvero due giudici per comporre eventuali controversie. Due dei consoli dovevano appartenere all’Accademia, mentre il terzo si sarebbe dovuto eleggere tra gli iscritti alla Compagnia. I consoli restavano in carica sei mesi assieme ai consiglieri e al camerlingo; dovevano avere non meno di trenta anni, i consiglieri non meno di ventiquattro anni, e, una volta scaduti, non potevano essere rieletti che dopo sei mesi. Il provveditore, il sindaco, lo scrivano e i paciali duravano in carica un anno, da una festa di San Luca all’altra, e potevano essere riconfermati soltanto per due volte. I consoli e i consiglieri venivano estratti a sorte. Per le altre nomine i consoli e i consiglieri proponevano tre nomi per l’ufficio del cancelliere che registrava gli atti e teneva il carteggio, e due nomi per gli altri uffici, che venivano poi votati dalla Compagnia. Le deliberazioni erano prese a maggioranza di due terzi dei voti e occorreva la presenza minima di sedici membri. Ammessi alla Compagnia e all’Accademia gli scultori, i pittori e coloro i quali “sien degni per il valore del Disegno e del Giuditio […] tanto fiorentini, quanto del Ducal Dominio; et ancora d’ogni sorta Natione, purché habbino buon Disegno”. Ogni candidato al posto di accademico doveva presentare una sua opera che rimaneva proprietà dell’Accademia. Prevista l’assistenza ai membri inabili o poveri, e agli infermi attraverso un medico salariato con i proventi di una tassa annuale, che era di lire due per gli accademici e di lire una per i componenti il corpo della Compagnia. Gli artisti “più famosi, e chiari per opere, e più perfetti insieme”, avrebbero dovuto costituire “una Accademia et Studio a utilità d’i Giovani”. Previsti sostegni economici settimanali per i fanciulli poveri ma meritevoli d’età tra gli 11 e i 15 anni, ed ancora materiali gratuiti per gli accademici in modo da sovvenire e aiutare “quelle virtù che sono per la povertà impedite, per non havere il modo da poter fare l’opere”. Maestri di pittura, scultura e architettura sarebbero stati affiancati da un insegnante di matematica e prospettiva, e fu previsto “che si faccia un libro, nel quale si tenga memoria di tutti gl’eccellenti dell’Accademia, quando saranno morti, così de’ forestieri, e dell’opere loro, e dove saran sotterati”. Ugualmente “volsono che d’i più eccellenti si facessi un fregio nel muro della Compagnia intorno intorno, et in quello si ritraessimo, o di pittura o di scoltura tutti coloro che sono stati eccellenti da Cimabue in qua di questo stato […], che si faccia una libreria per chi dell’arti volessi alla morte sua lasciare disegni, modelli di statue, piante di edifizii, ingegni da fabbricare, o altre cose attenenti alle dett’arti”.

1563 – 31 gennaio – prima riunione della Compagnia e Accademia con 70 convenuti. Cosimo I è riconosciuto “principe e Signor Nostro e Capo di tutti”, mentre Michelangelo è proclamato “Padre e Maestro di queste tre Arti”. Vengono eletti anche i primi accademici tra i quali figurano Giorgio Vasari, Michele Tosini, Alessandro Allori, Bartolomeo Ammannati, Giovann’Agnolo Montorsoli, Agnolo Bronzino, Benvenuto Cellini e Francesco da Sangallo. Protestano gli artisti più giovani per non essere stati ammessi tra gli accademici.

1563 – 1° luglio – gli “huomini della Compagnia et Accademia dell’Arte del Disegno” approvano 14 nuovi capitoli dello statuto.

1564 – 28 giugno – esequie di Michelangelo nella basilica di San Lorenzo con allestimento curato da Vincenzo Borghini e Giorgio Vasari. L’orazione funebre è di Benedetto Varchi. In seguito 16 giovani artisti vengono ammessi tra gli Accademici, tra questi: Santi Buglioni, Bernardo Buontalenti, Giovanni Maria Butteri, Lazzaro Calamech, Valerio Cioli, Batista Fiammeri, Friedrich Sustris, Santi di Tito, Domenico Poggini, Giovanni Bandini e Lorenzo dello Sciorina.

1564-1576 – si provvede alla realizzazione del monumento funebre di Michelangelo in Santa Croce su progetto del Vasari e Borghini col concorso di Leonardo Buonarroti, della corte medicea, e dell’Accademia. La figura dell’Architettura sarà scolpita da Giovanni dell’Opera, mentre quella della Scultura da Valerio Cioli, e Battista Lorenzi modellerà la Pittura e il busto del maestro scomparso.

1565-1566 – l’Accademia partecipa all’allestimento degli apparati per le nozze di Francesco I con Giovanna d’Austria su progetto di Vincenzo Borghini e Giorgio Vasari.

1563-1577 – gli artisti dell’Accademia sono coinvolti dal Vasari nel rinnovamento delle maggiori chiese di Firenze seguito alle disposizioni del concilio tridentino.

1566 – ottobre – Andrea Palladio, Danese Cattaneo, Tiziano, Tintoretto, Giuseppe Salviati chiedono di essere iscritti all’Accademia.

1567 – il re Filippo II di Spagna sottopone all’esame dell’Accademia i progetti dell’Escuriale.

1567-1575 – viene decorata la cappella della SS. Annunziata. Il teologo servita Michelangelo Naldini ne detta l’iconografia con gli affreschi della SS. Trinità di Alessandro Allori al centro della parete maggiore della cappella, e sulle pareti minori con un San Luca che dipinge la Madonna di Giorgio Vasari celebrante la pittura, e Salomone che costruisce il tempio di Gerusalemme di Santi di Tito che allude all’architettura. I tre affreschi sono affiancati da sculture che raffigurano gli Eroi del Vecchio e Nuovo Testamento rendendo omaggio alla Trinità divina e alle tre arti dell’Accademia. Delle 12 sculture iniziali poste a decorazione della cappella rimangono il San Marco di Andrea Corsali, San Giovanni evangelista di Vincenzo Casali, San Luca di Vincenzo Danti, Melchisedech di Francesco Camilliani, Giosuè rappresentato con l’aspetto di Cosimo I da Vincenzo Danti e Zanobi Lastricati, San Pietro di Domenico Poggini, San Paolo Mosè del Montorsoli, Abramo di Stoldo Lorenzi,  mentre l’attuale David è stato eseguito da Giuseppe Salvetti nel 1719 in sostituzione di una scultura originaria di Giovanni Angelo Lottini. A seguito di una ristrutturazione della cappella avvenuta nel 1812-13 vennero perdute le sculture di un Salomone e di un San Matteo.

1568 – 28 aprile – l’Accademia ottiene la sede nel monastero di Cestello in borgo Pinti.

1569 – 13 novembre – prima “lezione di Euclide” tenuta da Giovan Antonio Cataldi. A lui succedono nell’insegnamento Ostilio Ricci, maestro di Galileo, Antonio Santucci delle Pomarance, Giovanni Coccapani, Baccio del Bianco, Vincenzo Viviani, Bernardino Ciurini, Michele Ciocchi e Niccolò Gasparo Paoletti.

1570 – 10 febbraio – tenute solenni esequie di Benvenuto Cellini.

1571 – 14 gennaio – viene deliberato di introdurre lo studio del panneggio oltre quello del nudo.

1572 – 10 gennaio – il luogotenente Jacopo Pitti valuta negativamente gli esiti del concorso per il nuovo emblema dell’Accademia a cui hanno partecipano 23 artisti tra cui Benvenuto Cellini, Giovann’Agnolo Montorsoli, Domenico Poggini e Stefano Pieri. Come impresa ufficiale sarà, poi, utilizzata quella delle tre corono d’alloro intrecciate recante il motto dantesco A Dio quasi è nepote, adottata da Vasari sulla tomba di Michelangelo.

1583 – 14 e 28 aprile – Bartolomeo Ammannati dona il Fiume di Michelangelo e un capitello antico.

1585 – 6 aprile – il granduca Francesco I approva nuovi statuti con il riconoscimento per l’Accademia del titolo di Università, ovvero di associazione o corporazione dotata di personalità giuridica, che consentono “di potersi l’Accademia reggere sopra di se, et ridursi in forma di Magistrato per amministrare Iustitia”.

1600

MDC

1602 – 6 novembre – il granduca Ferdinando I fa divieto di trasportare fuori Firenze, senza licenza dell’Accademia, opere di Michelangelo, Raffaello, Andrea del Sarto, Beccafumi, Rosso Fiorentino, Leonardo da Vinci, Franciabigio, Pierin del Vaga, Pontormo, Tiziano, Francesco Salviati, Agnolo Bronzino, Daniele da Volterra, Fra Bartolomeo, Sebastiano del Piombo, Filippino Lippi, Correggio e Parmigianino.

1628 – 30 maggio – la sede dell’Accademia in borgo Pinti viene venduta alle monache di Santa Maria degli Angeli.

1634 – 9 settembre – il granduca Ferdinando II commissiona un progetto per facciata del duomo di Firenze

1637 – 11 settembre – l’Accademia acquista una nuova sede in via Laura.

1673 – Giovanbattista Foggini, Carlo Marcellini, Anton Domenico Gabbiani, Attanasio Bimbacci sono mantenuti, a spese del granduca Cosimo III, in Palazzo Madama a Roma sotto la guida di Ciro Ferri e di Ercole Grandi.

1680 – gli accademici si oppongono alla proposta del marchese Feroni di demolire la Cappella Brancacci nella chiesa del Carmine con gli affreschi di Masaccio per ricostruirla in forme barocche.

1680 – è allestita una prima esposizione pubblica delle opere degli artisti dell’Accademia e dei maggiori collezionisti di Firenze nei chiostri del convento della SS. Annunziata.

1700

MDCC

1733 – 10 gennaio – su iniziativa del luogotenente Francesco Maria Niccolò Gabburri, viene approvato il disegno di un diploma accademico delineato da Marco Tuscher e inciso da Michele Pacini.

1737 – con l’approvazione del granduca Gian Gastone, il luogotenente Gabburri istituisce concorsi di pittura, scultura e architettura con premi per i migliori allievi assegnati nel corso di una pubblica cerimonia.

1784 – 3 ottobre – motuproprio del granduca Pietro Leopoldo che abolisce l’Accademia del Disegno con la “giurisdizione che alla medesima spettava”, e istituisce l’Accademia di Belle Arti. In una nuova sede di Piazza San Marco sono riunite “tutte le scuole appartenenti al Disegno, e all’Accademia che alle medesime dovrà presiedere”.

1788 – nella nuova sede dell’Accademia viene ricomposta la Cappella della Crocetta, affrescata da Giovanni da San Giovanni.

1791 – 29 settembre – sono approvati premi triennali ‘di maggior apparato’.

1800

MDCCC

1807 – 10 giugno – rescritto di Maria Luisa di Borbone regina reggente d’Etruria con un nuovo statuto che consente a 30 artigiani di partecipare alle adunanze dei professori per discutere di casi pratici.

1809 – 16 ottobre – il prefetto del Dipartimento dell’Arno istituisce posti di studio a Roma.

1810 – in breve tempo l’Accademia accumula 1.233 opere d’arte provenienti dai conventi soppressi dal governo napoleonico.

1811 – 12 dicembre – la Mairie di Firenze emana nuovi statuti che vedono l’Accademia accresciuta di un Conservatorio d’Arti e Mestieri destinato a 30 artigiani per l’insegnamento della meccanica e della chimica.

1812 – 29 giugno – il presidente Giovanni degli Alessandri, scrive al ministro dell’interno, Jean-Pierre Bachasson, di opporsi alla demolizione della chiesa e convento di San Marco di Firenze, il quale è invece proposto come deposito dei monumenti di scienza e arti.

1813 – la granduchessa di Toscana Elisa Baciocchi, per l’Impero Francese, emana nuovi statuti che pongono l’Accademia sotto la tutela del Comune di Firenze, con annesso un Conservatorio d’arti e mestieri, un Istituto di musica, declamazione e arte teatrale, una Biblioteca e una Galleria.

1814 – 17 settembre – apparato dell’Accademia in piazza San Marco per il ritorno del granduca Ferdinando III in Toscana.

1831 – l’Opera di Santa Maria del Fiore trasferisce all’Accademia la scultura del San Matteo di Michelangelo.

1839 – 12 luglio – decreto del granduca Leopoldo II che incarica le Scuole Tecniche delle Arti e Manifatture, formanti la Terza Classe dell’Accademia, di curare ogni tre anni le pubbliche esposizioni dei prodotti delle arti e delle manifatture toscane.

1840 – sono “affidati alla cura e alla vigilanza dell’Accademia” il Chiostro della Compagnia dello Scalzo, il Cenacolo di San Salvi, la Cappella del Palazzo Medici Riccardi unitamente alla Galleria di Luca Giordano e il Chiostrino della SS. Annunziata.

1841 – ad opera del presidente Antonio Ramirez di Montalvo, la Galleria riceve un ordinamento cronologico e viene suddivisa in una Galleria dei quadri grandi, una Galleria dei quadri antichi, una Sala dei quadri piccoli e una Sala dei cartoni, con una Galleria dei premiati per gli elaborati dei vincitori dei saggi annuali e dei concorsi triennali.

1849 – 6 agosto – la Seconda Classe di Arte Musicale e Drammatica viene convertita in Istituto Musicale sotto la direzione del compositore Giovanni Pacini

1850 – 14 gennaio – decreto del granduca Leopoldo II per separare le Scuole Tecniche delle Arti e Manifatture dall’Accademia.

1852 – ripubblicato lo statuto del 1813 con le aggiunte e le modifiche vigenti fino al 1852.

1858 – 1° dicembre – vengono esaminati 32 progetti presentati al concorso, indetto dal Comitato Mohamed Said, per il nuovo teatro di Alessandria d’Egitto.

1860 – 14 marzo – il ministro della pubblica istruzione del R. Governo della Toscana, Cosimo Ridolfi, emana il nuovo statuto dell’Accademia delle Belle Arti del Disegno suddividendola nelle due sezioni dell’insegnamento e del corpo accademico.

1860 – 15 marzo – il ministro della pubblica istruzione del R. Governo della Toscana, Cosimo Ridolfi, decreta la fondazione di una Scuola di Declamazione separata dall’Accademia.

1860 – 15 marzo – il ministro della pubblica istruzione del R. Governo della Toscana, Cosimo Ridolfi, decreta che le Scuole Musicali con l’annessa Accademia Musicale vengano separate dall’Accademia per formare il nuovo R. Istituto Musicale di Firenze.

1873 – 24 maggio – per celebrare il quarto centenario della nascita di Michelangelo viene approvata la costruzione di una tribuna nell’orto dell’Accademia in cui conservare la scultura del David.

1873 – 24 novembre – il ministro della pubblica istruzione del Regno d’Italia, Antonio Scialoia, emana nuovi statuti che separano il Collegio dei professori dall’Istituto di insegnamento. L’Istituto è posto alle dirette dipendenze del ministero, e le ingerenze del corpo accademico sono limitate alla partecipazione di due accademici agli esami e ai concorsi per i premi degli allievi, e a quelli ministeriali per la nomina dei professori.

1876-1943 – legati e lasciti di artisti e mecenati sono devoluti all’Accademia per formare premi di pittura, scultura, e architettura. Tra questi quelli di Giuseppe Martelli (1876), Stefano Ussi (1883), Robert W. Sprangher (1919), Luigi Bechi (1920), Giuseppe e Amalia Duprè (1921), Gino e Adolfo Coppedè (1921), Elettra Bianchi e Giuseppe Conti (1925 e 1926), Emilio Gallori (1925), Luigi Bellincioni (1929), Alphons Hollaender (1929), Gaetano Trentanove (1937), Tito e Maria Conti (1939), Leopoldo Granata (1940), Egisto Ferroni (1940), e Giuseppe Graziosi (1943).

1882 – 13 marzo – il ministro della pubblica istruzione del Regno d’Italia, Guido Baccelli, decreta “di separare dagli Istituti di insegnamento da quanto riflette la conservazione dei monumenti e delle opere d’arte”. In conseguenza la Galleria dell’Accademia passa allo Stato.

1900

MCM

1937 – 25 marzo – il ministro dell’eduzione nazionale del Regno d’Italia, Giuseppe Bottai, approva un nuovo statuto “nello spirito dello Stato Fascista” per l’Accademia delle Arti del Disegno resa autonoma dall’Accademia di Belle Arti. L’Accademia è costituita dalle tre classi di architettura, pittura, scultura e incisione. Si dispone che le somme in denaro del patrimonio siano impiegate in titoli nominativi di Stato.

1939 – il premio quinquennale di pittura Stefano Ussi mette in bando £ 50.000. Vi si iscrivono 251 artisti italiani e 235 stranieri (97 tedeschi, 65 ungheresi, 24 polacchi, 14 belgi, 10 iugoslavi, 6 rumeni, 4 svedesi, 3 norvegesi e spagnoli, 2 svizzeri e francesi, 1 turco, egiziano, inglese, finlandese).

1953 – 28 gennaio – il ministro della pubblica istruzione della Repubblica Italiana, Antonio Segni, approva un nuovo statuto per l’Accademia Fiorentina delle Arti del Disegno. L’Accademia comprende le quattro classi di architettura, scultura, pittura, incisione.

1971 – l’Accademia ha una nuova sede nel palazzo già dell’Arte dei Beccai e, poi, delle Arti di San Piero e dei Fabbricanti, in via Orsanmichele.

1978 – 17 maggio – il ministro per i beni culturali e ambientali, Dario Antoniozzi, approva un nuovo statuto per l’Accademia delle Arti del Disegno. L’Accademia comprende le cinque classi di pittura, scultura, architettura, storia dell’arte, discipline umanistiche e scienze.

2000

MM

2011 – 1° dicembre – il prefetto di Firenze approva variazioni e integrazioni allo statuto del 1978.