Statuto

STATUTO DELL’ACCADEMIA DELLE ARTI DEL DISEGNO

 

approvato con DPR n.355 del 17 Maggio 1978

pubblicato nella G.U. n.192 dell’11 Luglio 1978, con variazioni ed integrazioni

deliberate dal Collegio Accademico l’11 luglio 2011,

approvate dalla Prefettura di Firenze

ai sensi del DPR 10.02.2000 n.369, il primo dicembre 2011

Art. 1

L’Accademia delle Arti del Disegno, con sede in Firenze, sorta come Compagnia nel 1339 e costituita con Rescritto 13 gennaio 1563 da Cosimo I de’ Medici, in conformità alla sua secolare tradizione e del proprio rilevante patrimonio bibliografico, archivistico e museale, nel contesto dell’universalità della cultura, senza fini di lucro, si propone di contribuire allo sviluppo delle arti, delle conoscenze e delle loro applicazioni, incoraggia e promuove quegli studi e quelle manifestazioni che favoriscano l’attività di ricerca nei campi di competenza, di promozione, elaborazione e valorizzazione di quanto sia di interesse artistico e storico.

Inoltre l’Accademia cura tutto quanto concerne il restauro, la tutela, la conservazione e la integrità delle opere d’arte e dei beni storici e culturali secondo quanto previsto dal Codice dei Beni Culturali.

Art. 2

L’Accademia è composta di pittori, scultori, architetti, storici dell’arte, studiosi di discipline umanistiche e scientifiche interessati alla conservazione e alla tutela delle opere d’arte, scelti secondo i criteri stabiliti dal presente Statuto, nonché personalità che abbiano contribuito con lasciti, sovvenzioni o con apporti eccezionali alle attività dell’Accademia.

Art. 3

L’Accademia comprende cinque classi:

1)      Pittura

2)      Scultura

3)      Architettura

4)      Storia dell’Arte

5)      Discipline Umanistiche e Scientifiche

Art. 4

Gli Accademici appartengono alle seguenti categorie:

1)      Ordinari ed Emeriti

2)      Corrispondenti

3)      Accademici d’Onore

Art. 5

Gli Accademici Ordinari sono scelti dal Collegio Accademico fra gli artisti e le personalità della cultura e della scienza assunti a chiara fama, italiani e stranieri, che già rivestono la qualifica di Accademici Corrispondenti.

Il numero degli Accademici Ordinari non può essere superiore a quindici per ogni classe, di cui non più di cinque stranieri.

Gli Accademici Ordinari costituiscono il Collegio Accademico e sono tenuti a partecipare all’attuazione dei programmi deliberati dal Collegio.

Art. 6

Gli Accademici Emeriti sono scelti dal Consiglio di Presidenza fra gli accademici Ordinari, in base al criterio dell’eccezionale valore, in campo nazionale e internazionale, in numero non superiore a cinque per ogni classe salvo a colmare con nuove designazioni le vacanze nell’organico degli ordinari.

Gli Accademici Emeriti partecipano al Collegio accademico con diritto di voto.

Art. 7

Gli Accademici Corrispondenti sono scelti dal Collegio Accademico, in numero di quindici per ogni classe, fra gli artisti e le personalità della cultura e della scienza di riconosciuto valore, italiani e stranieri. Il numero degli accademici stranieri non può essere superiore a cinque per ogni classe.

Gli Accademici Corrispondenti integrano con funzione consultiva il Collegio Accademico ogni qualvolta il Collegio stesso stimi opportuno convocarli per riferire su specifiche questioni e sono tenuti a partecipare all’attuazione dei programmi deliberati dal Collegio.

Art. 8

Gli Accademici d’Onore sono scelti dal Collegio Accademico fra le personalità che si siano rese benemerite contribuendo ad incrementare il patrimonio dell’Accademia con lasciti, donazioni e sovvenzioni o a valorizzare con eccezionali apporti le realizzazioni dell’Accademia.

Art. 9

Agli Accademici Emeriti, Ordinari e Corrispondenti, spetta il titolo di Professore.

Art. 10

Il titolo di Accademico è a vita. Tuttavia, su proposta del Consiglio di Presidenza, il titolo può essere revocato dal Collegio Accademico a maggioranza di due terzi dei suoi membri quando vi siano ragioni di indegnità o di incompatibilità con le attività dell’Accademia.

Art. 11

L’Accademia è retta da un Consiglio di Presidenza eletto dal Collegio Accademico e composto:

a)      dal Presidente dell’Accademia, che lo presiede;

b)      da cinque Presidenti di ciascuna classe, o in loro assenza, dai rispettivi Vice-Presidenti, i quali, a turno, ricoprono la carica di Vice-Presidente dell’Accademia;

c)      da un Segretario Generale;

d)     da un Tesoriere-Economo;

Il Consiglio di Presidenza dura in carica cinque anni e il mandato è rinnovabile. Le cariche accademiche, che sono onorifiche, possono essere ricoperte soltanto da Accademici Emeriti e Ordinari che risiedono in Toscana.

Il Consiglio di Presidenza è convocato nei termini e modi previsti dal Regolamento.

Al Consiglio di Presidenza competono tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione del patrimonio dell’Accademia, con riserva di ratifica da parte del Collegio Accademico per gli atti di straordinaria amministrazione.

Art. 12

Il Presidente rappresenta l’Accademia, vigila sull’osservanza delle norme statutarie, sopraintende e regola ogni attività dell’Accademia, nomina le Commissioni, con facoltà di presiederne i lavori, dà esecuzione ai deliberati degli organi di governo dell’Accademia e dispone l’emissione dei titoli d’incasso e di spesa.

Art. 13

Il Vice-Presidente di turno assume le funzioni di Presidente in caso di assenza o d’impedimento di questo, nell’ambito di competenza.

Art. 14

I Presidenti di Classe sono nominati dal Collegio Accademico su designazione della classe.

Essi sono responsabili dell’andamento dei lavori delle rispettive classi, propongono i programmi annuali delle attività e ne riferiscono al Consiglio di Presidenza affinché ne sia data notizia al Collegio Accademico e per il necessario coordinamento.

Art. 15

Il Segretario Generale interviene a tutte le adunanze del Consiglio di Presidenza e del Collegio Accademico, compila gli atti e controfirma i verbali e i diplomi di nomina degli Accademici.

Art. 16

Il Tesoriere Economo amministra il patrimonio dell’Accademia in conformità delle previsioni di spesa approvate dal Collegio Accademico e in esecuzione dei deliberati del Consiglio di Presidenza e presenta al Collegio per l’approvazione il rendiconto annuale comprensivo della situazione patrimoniale.

Nell’esercizio delle sue mansioni il Tesoriere Economo è coadiuvato da un comitato consultivo di tre membri scelti annualmente dal Consiglio di Presidenza tra gli Accademici Ordinari e può fare ricorso, su autorizzazione del Consiglio di Presidenza, all’opera di personale specializzato non facente parte dell’Accademia.

Art. 17

Il Collegio Accademico, convocato nei termini e modi previsti dal Regolamento,  indica le linee di attività artistica, culturale e scientifica dell’Accademia, valuta periodicamente i risultati dell’attività delle singole classi, nomina gli Accademici Ordinari, Emeriti e Corrispondenti, conferisce le cariche accademiche, delibera sugli atti di straordinaria amministrazione adottati dal Consiglio di Presidenza, e adotta le modifiche statuarie.

Le deliberazioni del Collegio sono adottate in prima convocazione a maggioranza con la presenza di almeno la metà degli Accademici Ordinari ed Emeriti, e in seconda convocazione a maggioranza dei  presenti.

Le votazioni nel Collegio e nelle singole classi avvengono per scrutinio nominale.

Il Presidente dell’Accademia, quando sia necessario, ha facoltà di far procedere a scrutinio segreto.

Art. 18

Le proposte di nomina ad Accademico Ordinario e Corrispondente sono avanzate da non meno di due Accademici Ordinari appartenenti alla classe cui aspira il candidato e sono accompagnate da una relazione illustrativa.

Il Presidente della classe sottopone a votazione la proposta nella prima adunanza cui partecipi almeno uno dei proponenti. Ove il candidato riscuota la maggioranza dei voti dei presenti, viene designato per la nomina.

Le designazioni vengono sottoposte al Collegio Accademico per la deliberazione sul conferimento della nomina.

Gli Accademici d’Onore sono nominati dal Collegio Accademico su designazione del Consiglio di Presidenza.

Art. 19

Il Collegio Accademico si riunisce almeno quattro volte l’anno in seduta ordinaria, sotto la presidenza del Presidente dell’Accademia.

Il Presidente ha facoltà di riunire il Collegio ogni qualvolta lo creda necessario.

Art. 20

Le adunanze delle Classi, convocate nei termini e modi previsti dal Regolamento,  sono valide in prima convocazione quando è presente la maggioranza dei componenti ordinari, ed in seconda convocazione con la maggioranza dei presenti.

Alle adunanze della Classe possono partecipare con funzione consultiva, quando convocati dal Presidente della Classe, gli Accademici Corrispondenti.

Le votazioni avvengono per scrutinio nominale.

Art. 21

È tenuta annualmente un’adunanza solenne di tutti gli Accademici, cui sono invitate le autorità civili, militari e religiose.

In questa adunanza sono presenti gli Accademici di nuova nomina ed è svolta dal Presidente una esposizione sulle attività dell’Accademia.

Art. 22

Il Collegio Accademico nomina annualmente fra gli Accademici Emeriti e Ordinari i revisori dei conti della gestione finanziaria dell’ente in numero di due effettivi e due supplenti,  oltre ad un revisore esterno in possesso dell’iscrizione al Registro dei Revisori Contabili. Per l’esercizio del mandato valgono, per quanto applicabili, le disposizioni del Codice Civile.

Art. 23

Il Presidente dell’Accademia trasmette annualmente al Ministero per i Beni e le Attività Culturali una relazione sull’attività dell’Accademia.

Art. 24

Gli Accademici Emeriti, Ordinari, Corrispondenti e d’Onore hanno titolo a fregiarsi dell’emblema michelangiolesco dell’Accademia della triplice corona, monogramma allegorico delle tre Arti: Pittura, Scultura ed Architettura.

Art. 25

Gli Accademici Ordinari, che senza giustificato motivo, non siano presenti a quattro consecutive adunanze del Collegio o che, a giudizio dello stesso, non partecipino fattivamente all’attuazione dei programmi dell’Accademia, decadono dalla nomina, pur conservando a vita il titolo di Accademico.

Art. 26

L’Accademia si doterà di un proprio Regolamento proposto dal Consiglio di Presidenza ed approvato dal Collegio Accademico.

Art. 27

Il Consiglio di Presidenza, qualora accerti difficoltà per la prosecuzione dell’attività e per il conseguimento delle finalità accademiche, può disporre la sospensione dell’attività, e se non vi fossero i mezzi per la ripresa dell’attività, il Collegio Accademico, con la maggioranza di almeno 3/4 degli aventi diritto al voto, può decidere lo scioglimento dell’Accademia, nominando i liquidatori e disponendo che tutti i beni passino ad altro Ente che non persegua fini di lucro e che operi nel campo delle attività proprie dell’Accademia.

Art. 28

Per quanto non previsto nel presente Statuto valgono le disposizioni di cui agli articoli 14 e seguenti del Codice Civile, e normativa correlata.